"Un Santo Natale per i Bambini del Gaslini" – Arte e solidarietà per la Band degli Orsi
500 opere, 67 negozi, oltre 6.000 euro raccolti per l’accoglienza dei piccoli pazienti
50 artisti hanno donato 500 opere e 67 negozi le hanno offerte ai loro clienti, raccogliendo più di €6.095, a favore dell’accoglienza offerta dalla Band degli Orsi ai gasliniani, con la promozione di Confcommercio e Confesercenti, ed il patrocinio di Camera di Commercio e Comune di Genova.
Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio, ha ringraziato artisti e commercianti ed il vicepresidente Massimiliano Spigno ha sottolineato la sentita partecipazione delle attività commerciali, pilastro di supporto per iniziative culturali e sociali "Come sempre la nostra città si dimostra sensibile – il commento di Paola Bordilli, assessore al commercio del Comune di Genova – abbiamo dimostrato quanto i nostri commercianti sappiano fare rete tra loro e creare belle sinergie, come questa a favore della Band degli Orsi nella sala dorata di palazzo Tobia Pallavicino(*) abbiamo avuto l’onore di ricevere un finanziamento di € 6.095, ad ulteriore potenziamento del nostro progetto. Questi gesti di solidarietà fanno davvero la differenza, portando speranza e conforto a chi ne ha più bisogno… grazie di cuore a tutti”
(*) Tobia Pallavicino (1520/1581) mercante genovese, fratello di Agostino, ebbe sette figli da Battina Spinola (fra i quali Orazio, Alessandro e Fabrizio): nel 1541 iniziò ad importare allume dai monti della Tolfa per conto della famiglia Grimaldi e ne ebbe il monopolio a Roma, Londra ed Anversa; si dedicò anche alla carriera politica, ricoprendo la carica di senatore (1544/77) e di governatore (1576/80).
Il palazzo Tobia Pallavicino (eretto fra il 1558 ed il 1561 da GB Castello, "il Bergamasco" contemporaneamente alla decorazione della villa suburbana Pallavicino delle Peschiere) ha chiara influenza alessiana, con il rivestimento a bugnato in pietra di finale al piano terreno, e le lesene di ordine ionico al primo piano: non subì modifiche fino al XVIII secolo, quando, passato in proprietà alla famiglia Carrega, fu sopraelevato di un piano e ampliato con due bracci perpendicolari verso Piazza del Ferro le decorazioni interne hanno inspirazione raffaellesca (affreschi racchiusi fra stucchi e grottesche, delicate modulazioni in stucco bianco, fantasiosi e minuti decori, divinità dell'Olimpo a figura intera, con Giunone e Leda negli ottagoni centrali ed un Apollo circondato da Muse con unitarietà architettonica e decorativa, mentr nella cappella e nella galleria dorata (opere estreme ultimate da Lorenzo de Ferrari poco prima della morte nel 1744) la decorazione è totalizzante fondendo pareti, soffitti, porte, specchiere e arredi in un sofisticato apparato scenografico destinato a stupire con l'intero ciclo decorativo ispirato alle storie di Enea.