In ricordo di Elisa Bozzano: quando il bene continua a farsi casa
Ci sono vite che, anche quando si interrompono troppo presto, continuano a lasciare una traccia luminosa.
La storia di Elisa Bozzano è una di quelle storie che restano: una presenza gentile, un sorriso che molti ricordano, una naturale inclinazione verso chi aveva più bisogno. La sorella, in un momento intimo e profondamente sincero, ci ha raccontato che Elisa era così sin da bambina: alle elementari si avvicinava spontaneamente ai più fragili, come se il gesto di tendere la mano fosse per lei qualcosa di naturale, quasi istintivo. È questo tratto, così profondamente suo, che oggi continua a vivere.
Nei giorni scorsi la sorella di Elisa, insieme alla sua famiglia, ci ha contattati scegliendo la Fondazione La Band degli Orsi come destinataria della raccolta fondi nata in sua memoria. Un gesto che ci ha commossi e che porta con sé un messaggio potente: trasformare la mancanza in un atto di vicinanza verso altre famiglie che stanno attraversando giorni difficili accanto ai loro bambini ricoverati al Gaslini.
I proventi della raccolta saranno destinati alla nostra struttura di accoglienza, in particolare ai rifugi: appartamenti che la Fondazione mette gratuitamente a disposizione dei genitori dei piccoli pazienti, spazi protetti e vicini all’ospedale dove una mamma o un papà possono dormire, preparare un pasto, riposare, ritrovare un minimo di normalità mentre vivono ore sospese. Sono luoghi che offrono dignità, continuità, respiro.
Alcuni di questi rifugi hanno piccoli giardini, angoli preziosi che ci impegneremo a far rifiorire con fiori bellissimi, luminosi, delicati — fiori che porteranno con sé un po’ della luce di Elisa. Una luce, un colore, un angolo che si apre, il profumo di un fiore: dettagli che possono diventare un appoggio silenzioso per chi sta affrontando un momento complesso.
Grazie alla generosità di chi sta partecipando alla raccolta, potremo rinnovare questi spazi, renderli ancora più accoglienti e belli, affinché ogni famiglia che vi entra possa sentire che qualcuno ha pensato a loro, proprio a loro, in quel momento difficile. Ogni intervento sarà un modo per far vivere ancora il bene che Elisa portava con sé.
Per custodire questo gesto e la storia che lo ha generato, dedicheremo a Elisa una targa commemorativa all’interno della nostra struttura di accoglienza: un segno semplice ma profondo, un modo per dire che il suo nome continuerà a vivere tra le stanze che proteggono, negli appartamenti che accolgono, nei sorrisi che ogni giorno proviamo a restituire.
Alla sorella di Elisa, alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutte le persone che stanno contribuendo va il nostro grazie più sincero. Il bene di Elisa continuerà a camminare qui, ogni giorno, accanto alle famiglie che ne avranno bisogno.